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Articolo
tratto dalla rivista n. 1-2-3 Anno 136 Gennnaio-Febbraio-Marzo
2000 (pag. 13)
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VARSAVIA CAPITALE
Prima della guerra contava 1.306.850 abitanti; era
una città molto ampia e grandiosa per pregi urbanistici e artistici. Già
nel secolo 13' la città era capitale del ducato di Masovia e, poi, del
Voivodato di Polonia. Nei secoli posteriori diventò sede dell'elezione
dei sovrani di Polonia; nel 1595 il Re Sigismondo 111 vi trasferì da
Cracovia la capitale del Regno. Sotto Stanislao Augusto (1764- 95) assurse
a splendore economico, artistico e sociale. Dopo il 1795 fu invasa dai
Prussiani; liberata da Napoleone Buonaparte, divenne capitale del ducato
di Varsavia. Nel
1815 fu riunita alla Russia e dopo, l'insurrezione del 1831, fu retrocessa
a sede di governatorato. Occupata durante la 11 guerra mondiale dai
tedeschi, quindi dai russi, divenne alla fine del 1919 la capitale della
ricostruita Repubblica polacca. Nel settembre 1939 scoppiata la 21 guerra
mondiale fu occupata nuovamente dai tedeschi, ebbe così inizio uno dei più
tormentati periodi della sua storia e della sua vita, ma i suoi cittadini,
valorosamente, resisterono all'oppressione degli occupanti (8/9/1939 -
17/1/1945).
Degna soprattutto di ricordo è l'insurrezione di Varsavia (1/8/1944 –
2/10/1944) che costituisce uno dei più fulgidi esempi di eroismo della
storia della Polonia. La resistenza contro i tedeschi, durata 63 giorni,
si concluse con la distruzione quasi totale della città e la deportazione
di gran parte degli abitanti. 1 lavori di ricostruzione, incominciarono,
immediatamente, dopo la liberazione, e gli abitanti, nel 1945, erano
ridotti a 478.755 unità. Cogliere Varsavia, dopo la ricostruzione, darne
una sola immagine che fornisca con rigorosa esattezza tutti i dati
relativi ad uno o più argomenti non è possibile. Essa è ritornata a
vivere, a farsi amare, ad accarezzare lo sviluppo economico, senza
nascondere la sua vita sincera di sempre, le sue realtà difficili, sempre
elegante nel porgere al visitatore il fascino classico delle sue piazze,
pietre, castelli, palazzi, chiese suggestive per culti e tradizioni,
difesi da secoli con la fede che sale e mai discende, oggi come ieri,
domani come oggi, per ritornare grande nel terzo millennio appena
iniziato.
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