CRACOVIA
CITTA DEL PASSATO-CITTà DEL FUTURO
di
Italicus
L’antichità conobbe importanti
istituzioni per l'istruzione: le scuole filosofiche
di Atene e quelle letterarie e retoriche dei Romani, degli
Alessandrini e dei Bizantini, ma non possedette Università nel senso
moderno della parola.
La prima scuola universitaria europea fu quella di Salerno in Italia, che
salì a grande notorietà come scuola di medicina sin dal secolo 9°.
Certa l'esistenza di una scuola di diritto a Roma dal secolo 11°, erede
di quella che Giustiniano aveva arricchita di privilegi e vissuta nei
secoli seguenti come scuola privata, finché, per le rivoluzioni interne
che spopolarono Roma, mori, cedendo il posto a quelle di Ravenna e poi di
Pavia.
All'inizio del secolo 12° troviamo a Bologna una scuola che col suo
rapido affermarsi oscura le precedenti ed inaugura la vera scienza
giuridica. Il successo é tale da suscitare il desiderio in altre città
di allargare le loro superate scuole di retorica e di chiamarvi docenti
illuminati per l'insegnamento dei diritti: romano, canonico e feudale.
Come Bologna era stata il primo centro riconosciuto degli studi giuridici,
così Parigi, poco più tardi, doveva divenire la città degli studi
filosofici e teologici, alla cui Università la Sorbona, Guglielrno di
Champeaux e Abelardo attirarono numerosi studenti. La medicina divenne così
materia universitaria a Montpellier. Seguendo questo esempio studenti che
cercavano istruzione per ragioni culturali e professionali in teologia,
diritto e medicina diedero vita alle Università di Oxford in Inghilterra,
di Orléans in Francia e Coimbra in Portogallo.
Dopo il 1220 le Università non vennero più fondate dagli studenti ma dai
re e dai governi per venire incontro ai bisogni politici dei loro Stati.
Napoli ne é il primo esempio (1224); seguirono Tolosa (1229), Roma
(1303), Perugia (1308), Pisa (1343), Praga (1347) Cracovia (1364), Vienna
(1364) e successivamente a Heidelberg, Germania, Copenaghen e Upsala in
Scandinavia e St. Andrews, Glasgow e Aberdeen in Scozia, a Salamanca e
Valladolid in Spagna.
CRACOVIA, un tempo capitale della
Polonia é oggi capoluogo divoivodato
ebbe in ogni tempo un posto di primaria importanza per la sua storia,
le tradizioni culturali e per le preziose opere d'arte di cui si é
arricchita nel corso dei secoli, fortunatamente salvate dalle distruzioni
della seconda guerra mondiale. Tuttora svolge una funzione eccellente di
cultura attraverso l'Accademia di Scienze e di Lettere, il Museo
Czartoryski, il Conservatorio di Musica, ma soprattutto tramite
l'Università IAGIELLONICA (Jagielionian) che ha lo scopo essenziale di
diffondere l'alta cultura e di provvedere le basi delle cognizioni
storico-tecniche indispensabili per le professioni intellettuali, di
effettuare accurate ricerche. Notevole e straordinario é il suo
contributo dato alla ricerca scientifica: la grande avventura
dell'astronomia, della fisica e della
matematica, riassumibile nei magisteri di Copernico e Galilei.
Fondata nel 1364 da Casimiro il Grande come studium
generale, il Collegium Maius é un edificio architettonico in mattoni
rossi, con un bel cortile interno stile tardogotico ad arcate ogivali
sorrette da colonne finemente lavorate. Da visitare la Libraria
Magna con un fantastico soffitto a volta tardo-gotico, la
Stuba Communis, già refettorio dei docenti, e l'Aula
con uno splendido soffitto rinascimentale.
Numerose reliquie di enorme valore storico, tra cui il celebre globo
terrestre, detto globo d'oro o
Jagielloùski del 1510, il più antico del mondo, nel quale é
indicato anche il continente americano.
Accademia, Museo, Conservatorio e Università costituiscono l'asse della
cultura polacca, un fulcro insostituibile per l'umanità intera e, perché
no, grandi istituzioni di gioia e di dolore in grado di esercitare un
fascino singolare e irresistibile, che ha saputo impegnare docenti attenti
e preparati e convincere i giovani all'importanza della conoscenza della
propria storia per assicurare in ogni circostanza, lieta o triste, la
crescita morale, culturale e spirituale della Nazione e dar loro la
consapevolezza della condizione geografica e dei loro problemi.
Sentinelle modello che hanno costituito una preziosa difesa della cultura
e delle tradizioni del Paese dall'inquinamento di ogni genere. Serbatoi di
ossigeno pulito.
Narrare la storia di questa città magica, mito e simbolo della Polonia,
della sua Università, è impresa affascinante. Un viaggio lungo ed
inquieto, carico però di quei fermenti e di quelle promesse che ne fanno
una città di più spessori e misure, attivamente impegnata ad affermare
la propria vocazione di città di cultura e d'arte, di musica e danza, di
teatro e cinema, di grandi appuntamenti di respiro internazionale, come
elemento essenziale per la qualità della vita di tutti gli uomini. Quasi
città d'avanguardia, di ricerca, che onora lo studio che diventa elemento
costitutivo della personalità di ciascuno.
Conoscerla nelle sue cento chiese, nelle antiche strade, nei suoi mille e
mille angoli, nei suoi bagliori di speranza che ogni giorno propone agli
occhi spalancati dei turisti sul perenne respiro della storia, è un
impresa ardua ma appagante come la conquista di un amore difficile.
Nella fierezza dell'Aula Magna dell'antica Università che ha appena
festeggiato i suoi seicento anni di vita, gentilmente messa a disposizione
del nostro mensile "Scena Illustrata" fondato nel 1865, dal
rettore magnifico, dr. prof. Franciszek Ziejka, sono stati consegnati gli
ambiti riconoscimenti della rivista a I MIGLIORI DELL'ANNO, in una
continuità ideologica tra passato, presente e futuro e un'atmosfera
coloristica espressa dall'insieme della architettura della struttura e
giocata sulle note del bruno delle pareti e degli sfondi. Un colore che
non é superficie, ma volume plasmato il quale scandisce la metrica delle
proporzioni, gli equilibri della divisione spaziale e dei piani, che fanno
dell'Università, oltre che una fucina del sapere uno dei principali
centri d'arte della Polonia, dove anche le pietre parlano di storia, di
ricostruzione ordinata, di eventi umani, di aspetti politici, sociali ed
economici, di casi reali e fantastici.
La folla dei luminari che ci accoglie dalle pareti, come tante iscrizioni
dedicatorie, è quanto mai vivida e composita con i loro volti pensosi.
La tensione dei premiandi e dei convenuti é tutta interiore, forza i
profili, dardeggia negli sguardi, freme sulle labbra, e a noi non ci resta
altro che ringraziare, riconoscenti, il Rettore Magnifico che ci ha
consentito, per un giorno, immergerci nella storia come in un quadro
spettacolare esaltante, dice Dante, ... Colui
lo cui saver tutto trascende .
Italicus