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Articolo tratto dalla rivista n.
12 Anno 137 Dicembre 2001 (pag. 18)
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L'ISLAM
NEMICO DI CHI ?
Dappertutto,
in questo periodo, si sentono le autorità e i mass-media dichiarare che la
guerra in corso si rivolge contro i terroristi islamici, non contro l'islam.
In apparenza, tale affermazione è corretta; inoltre permette ai Paesi
occidentali di assicurarsi l'appoggio degli islamici più moderati. però è
un fatto che l'islam sta effettivamente combattendo contro di noi. E lo fa
da molto prima dell'11 settembre: non occorre risalire alle Crociate per
conoscere quanti massacri e omicidi sono stati commessi dai Musulmani a
danno dei Cristiani, fossero essi semplici turisti, giornalisti, visitatori,
missionari, in ogni parte del mondo. Libri, stampa, televisione ne hanno
sempre parlato poco: conviene tacere notizie di quel tipo, in vista di
futuri accordi commerciali col Medio Oriente. Inoltre c'è da dire che il
culto cristiano è tollerato male, quando non del tutto impedito, nei Paesi
islamici, mentre da noi si costituiscono moschee senza difficoltà. E questo
fatto ha il colore dell'intolleranza, che noi abbiamo abolito.
Ne risulta che i rapporti non sono così idilliaci come si vuole,
dipingerli. Senza contare che, se è vero che non tutti gli islamici
praticano il terrorismo, i terroristi finora in azione provengono tutti
dalla religione maomettana.
Cosa c'è dietro questi criminali? Lo sappiamo bene dalla storia e dalla
cronaca: ci sono secoli di odio culturale e religioso, nato con l'impero
islamico e consolidato, anche per colpa dei cristiani, da tante atrocità.
Moltissimi giovani islamici assimilano quell'odio fin da piccoli e crescono
col desiderio di umiliare il "satana occidentale ". E non sono
soli: sappiamo chi li finanzia, li addestra, li protegge. Così sono in
mezzo a noi, nascosti fra i lavoratori extracomunitari; hanno l'apparenza di
brava gente, ma covano progetti di sterminio. Oggi però sembra prevalere
l'interpretazione morbida di questo dramma; si presenta la "guerra
santa " coranica come un fatto poco più che fanatismo. Mentre, la
storia lo insegna, essa è un'autentica guerra, con tutte le consegne del
caso. Chi non è con Allah è contro: o si converte o non merita di vivere.
Per questo, nei secoli scorsi, i musulmani aggredivano le nostre coste,
rapivano le persone, le riducevano in schiavitù o le massacravano. E i
cristiani erano sempre in armi, e quando vincevano facevano festa, come nel
1571, dopo la vittoria di Lepanto: venne addirittura istituita la solennità
religiosa del Rosario.
Oggi, di guerre si cerca di farne il meno possibile, perché se ne è
compreso tutto l'orrore. Però è da ritenersi pericoloso un atteggiamento
di sottovalutazione del pericolo - integralismo islamico. È necessario
invece vigilare, perché esso può colpire dovunque e in ogni istante. C'è
tanta gente laggiù che ci odia, anche per invidia del nostro benessere; e
sarebbe ben contenta di sottometterci o sterminarci. E' giusto, dunque,
discriminare il normale lavoratore dal terrorista, ma è anche giusto che
l'autorità per prime stiamo in guardia, con ogni mezzo, perché il terrore
che è nell'aria, e che si è aperto una breccia abbattendole Torri Gemelle,
non si scateni anche su di noi.
Mario
Leonardi |
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