TECNOLOGIA
E SICUREZZA AL SERVIZIO DEI MEZZI DI TRASPORTO
Premessa
L'ambiente
di riferimento dei nostri anni è caratterizzato da un elevatissimo
grado di globalizzazione dei mercati, da barriere spazio-temporali sempre
meno significative e da un livello di raffinatezza tecnologica assai
rilevante. 1 costumi evolvono rapidamente così come tempi e modalità di
comportamento dei consumatori, dei partners commerciali e addirittura degli
Stati. Questi processi interessano anche attività tradizionalmente
immutabili come il commercio, l'affidamento del denaro e la gestione del
risparmio. Chiunque, se lo desidera, è oggi in grado di operare transazioni
di natura commerciale e finanziaria rinunciando proprio a quel contenuto
face-to-face che così spesso ha influito sulle scelte del
cliente/consumatore.
L'EVOLUZIONE DELLA MONETA
Con la distribuzione delle prime tessere Bancomat (nel nostro Paese la
comparsa dei primi sportelli automatici - Automatie Teller Machine - risale
a circa venti anni or sono) le abitudini finanziarie dell'individuo non sono
più state le stesse. Si era infatti sancito il principio dell'indipendenza
dal proprio istituto sia in termini di tempo che di spazio. Da allora lo
sviluppo della "monetica" per l'individuazione di nuove forme di
pagamento ha portato banche ed enti finanziari specializzati ad un
allargamento dell'offerta con riguardo alla qualità ed alla quantità dei
prodotti proposti.
In Italia tra gli strumenti alternativi ai contanti, le tessere a banda
magnetica rivestono un ruolo di assoluto rilievo ed è lecito supporre che
nel volgere di pochi anni potremo allinearci agli standard dei paesi più
evoluti per quanto riguarda il loro utilizzo. I dati, infatti, parlano
chiaro: il nostro Paese si è affacciato al nuovo millennio con circa 24
milioni di carte ad operatività internazionale e più di 19 milioni di
carte Pagobancornat. Tra queste ultime, numerosissime sono quelle che si
possono utilizzare in tutto il mondo sia attraverso la digitazione di un
codice segreto (Personal Identification Number) sia mediante opposizione
della firma.
Per quanto riguarda le carte di credito il tasso di incremento annuo del
loro numero in Italia è a doppia cifra come anche degna di nota è la
percentuale di incremento annuo del loro spending totale. La varietà
dell'offerta in questo settore è certamente molto vasta. In particolare un
forte sviluppo sta interessando le cosiddette carte "revolving"
che prevedono il rimborso rateale delle spese effettuate attraverso una
attenta segmentazione dei tassi di interesse praticati ai loro titolari.
Ai due schemi precedenti si vanno via via aggiungendo altri progetti il cui
obiettivo principale è comunque quello di permettere transazioni anche
complesse tramite semplice scambio di informazioni. Infatti, la naturale
evoluzione dei contenuti tecnologici applicati ai mezzi di pagamento,
unicamente a nuove esigenze di sicurezza, completezza e flessibilità, ha
dato luogo ad un nuovo importante processo ormai in fase avanzata di cui si
parlerà oltre: la migrazione dalla carta con banda magnetica alla carta con
microchip.
Anche il mondo del commercio, come detto, si sta completamente rinnovando.
Nel corso degli ultimi anni in Italia, ad una iniziale diffidenza da parte
degli esercenti ad accettare moneta elettronica, si è oggi sostituita una vera e propria corsa al convenzionamento. Anche
da parte dei consumatori la fiducia negli strumenti alternativi si è
consolidata solo in tempi vicini ed oggi essi si affacciano senza indugi, e
sempre più numerosi, al mondo delle carte di pagamento e dell'e‑commerce
ovvero al commercio in rete che esulando da ogni contatto fisico consente di
annullare qualsiasi distanza e di raggiungere mercati anche lontanissimi. Ed
il futuro non potrà che consolidare la scelta epocale dei consumatori di
rinuncia alla moneta reale in favore di quella virtuale. Parallelamente, il
poter acquistare comodamente da casa beni e servizi a prezzi congrui,
accrescerà l'esigenza di forme di pagamento sempre più sicure ed
affidabili che non affievoliscano la fiducia del consumatore.
Sicurezza e
tecnologia
L'evoluzione tecnologica ha permesso di realizzare alcune interessanti
tecniche di acquisto in assenza di contante caratterizzate da contenuti e
standard di sicurezza assai elevati.
Prima di tutto è utile ricordare il già richiamato processo di migrazione
dalla carta a banda magnetica a quella a microprocessore che il nostro Paese
si accinge a sperimentare nel breve termine. La tecnologia a microprocessore
rappresenta una meta importante per varie ragioni: da un lato consente agli
istituti emittenti di operare più efficientemente, attraverso la riduzione
di alcuni costi operativi, ed allo stesso tempo di raggiungere e fidelizzare
in modo più efficace il cliente. Dall'altro offre ai titolari la possibilità
di fruire di un ventaglio di servizi assai più ampio dell'attuale proprio
in relazione alla notevole quantità di dati che un chip può contenere ed
utilizzare. Naturalmente, tutti gli operatori ripongono nuove speranze
riguardo all'opportunità di rendere più difficoltosa, ed assai più
costosa, l'attività fraudolenta sulle carte di pagamento a microprocessore
che la criminalità organizzata non mancherà di intentare.
Anche un altra tecnologia, molto giovane e personale, sta facendo parlare di
sé i cittadini/consumatori e le imprese/Stato: la "firma
digitale". Il pieno riconoscimento di atti composti elettronicamente,
siano essi transazioni commerciali che vere e proprie espressioni di volontà
in diverse materie , è stato sancito con il DPR n. 513/97 il quale, sulla
base dell'articolo 15 della legge 59197, di fatto riconosceva piena
equipollenza tra firma autografa e sottoscrizione digitale. In sostanza, per
apporre validamente la propria firma digitale è necessario aver ottenuto
apposita certificazione da una Certification Authority internazionalmente
riconosciuta e, quindi, utilizzare una apposita tecnologia basata su un
sistema a doppia chiave di riconoscimento che permette di identificare e
farsi identificare. Nell'ambito di una realtà virtuale è, infatti,
condizione assolutamente essenziale perseguire la perfetta identificazione
delle parti con la conseguente certezza sulla genuinità e sulla paternità
dello scambio.
Parimenti basato sull'utilizzo della firma digitale, associato ad una
tecnologia di crittografia a chiave pubblica, è il protocollo SET (Secure
Electronic Transaction) che nasce da una iniziativa relativamente recente
dei due circuiti più diffusi sul mercato: Visa e Mastercard (ad essi si è
unita in seguito anche American Express). L'idea è stata quella di
consentire di perfezionare transazioni commerciali virtuali assolutamente
sicure mediante l'utilizzo della crittografia a chiave pubblica e lo scambio
di firme digitali. All'uopo si sono individuati tre attori: il compratore,
il venditore e l'istituto finanziario emittente la carta di credito. La
novità sta proprio nella certificazione digitale, di cui le parti devono
essere in possesso, che permette ad ognuno degli attori di riconoscere
istantaneamente, con assoluta certezza, l'origine e l'autenticità del
rispettivo input. La transazione si perfeziona in tempo reale: il venditore
non riceve i dati relativi al compratore ma sa perfettamente che
l'emittente, ignorando la natura dei beni o servizi acquistati, provvederà
al relativo pagamento mediante l'addebito sulla carta di credito
dell'acquirente.
Un altro protocollo ormai assai diffuso è lo SSL (Secure Socket Layer).
Esso si basa esclusivamente su un sistema di crittografia ma è meno sicuro
del SET. Infatti, non vi sono certificazioni digitali che aiutino le parti a
riconoscersi. Se da un lato l'intercettazione dei dati è resa abbastanza
difficoltosa dall'altro non si ha mai la certezza che chi effettua l'ordine
sia effettivamente il titolare del mezzo di pagamento.
Va anche sottolineato che oltre a SET e SSL molti altri protocolli sono
stati sviluppati; a titolo esemplificativo si possono citare il CISCO
(Commercial Intemet Protocol Security Option), il PCT (Private Communication
Technology) o lo SHTTP (Secure Hypertext Transfer Protocol) ed altri ancora.
Vi sono poi dei progetti totalmente alternativi degni di nota; "Millicent"
è l'esempio chiave nell'universo delle "microtransazioni". Come
si intuisce dalla sua stessa denominazione questo sistema, che si
caratterizza per l'utilizzo di moneta assolutamente virtuale denominata
"scrip", si basa sul piccolo importo delle transazioni effettuate
via rete. Tale interessante progetto per funzionare individua tre figure
distinte: il venditore del microservizio (che può consistere nella
possibilità di consultare archivi informatici, di scaricare dati sul
proprio computer, nell'acquisto di brani musicali, etc.), il compratore e
l'intermediario (broker). Se il broker, dal canto suo potrà utilizzare il
suo credito virtuale (maturato verso il compratore) per regolare altri
fornitori di servizio l'acquirente, a sua volta, potrà trasformare in
moneta reale il suo debito virtuale solo nel momento in cui il broker
richiedesse il saldo per le proprie intermediazioni cybenetiche. Rifacendosi
proprio a questo universo proliferano oggi vari prodotti, assimilabili a
delle vere e proprie carte di credito virtuali (a valere su un cyberconto)
che possono essere ricaricate direttamente on line, o tramite ATM oppure
essere collegate a carte di credito "reali".
Un'altra idea sperimentata in tempi recentissimi, a dire il vero con
risultati ancora al di sotto delle aspettative, è quella del
"borsellino elettronico" attraverso il quale perfezionare
transazioni sia nella rete che presso esercenti convenzionati dotati di
apposito e "solido" POS (Point of Sale). Purtroppo i limiti
attuali di questo strumento (possibilità di utilizzo solo negli Stati con
sistemi e norme tecniche compatibili, la diversità nelle valute, etc.) ne
hanno impedito fino ad oggi la piena affermazione.
Al contrario del borsellino elettronico non è difficile, invece, prevedere
il pieno successo delle transazioni e dei pagamenti effettuabili tramite
telefono cellulare connesso alla rete. Le numerose applicazioni possibili in
questo campo sono molteplici e realizzabili dotando l'utente di un apposito
PIN da digitare prima del collegamento al fine di garantire un ambiente di
interseambio sicuro. Si potrà sfruttare questa forma di pagamento
verosimilmente in un futuro davvero molto prossimo.
Sicurezza ed orientamenti normativi
Come già evidenziato, l'utilizzo della moneta elettronica è destinato
ad incrementarsi ulteriormente nel futuro. Ciò vuol dire approntare
tecniche e processi sempre più evoluti mirati a scongiurare il
corrispondente aumento di frodi e falsificazioni. Le organizzazioni senza
scrupoli, infatti, già in passato si sono mostrate particolarmente attratte
dal mondo della moneta elettronica. In particolar modo la possibilità di
celarsi e di poter trasferire rapidamente ed anonimamente dei fondi si è
rivelata tentazione irresistibile per vaste sacche di criminalità
organizzata con ramificazioni internazionali assai ben organizzate.
Secondo una recente verifica del Consiglio d'Europa le frodi che si
verificano annualmente con carte di pagamento ammontano a circa 3 miliardi
di dollari (esse hanno ormai raggiunto lo 0,2% del volume d'affari mondiale
con carte di pagamento stimato in circa 2000 miliardi di dollari). Più
approfonditamente, la quota a carico degli istituti emittenti europei è del
25% del totale. Dati questi che fanno ben comprendere quanto sia
indispensabile garantire la riservatezza di ogni informazione trasmessa.
A livello europeo il problema della sicurezza applicata ai nuovi mezzi di
pagamento era già nel piano d'azione del Consiglio e della Commissione
d'Europa approvato il 3 dicembre 1998 volto a trovare piena e concreta
applicazione al trattato di Amsterdam in materia di libertà, sicurezza e
giustizia. Successivamente, con la sessione dei 29 maggio 2000 il Consiglio
europeo aveva raggiunto un accordo provvisorio per trattare le frodi
relative ai mezzi di pagamento diversi dai contanti come illeciti penali
punibili con sanzioni effettive, proporzionate e dissuasivi in tutti gli
Stati membri. Per giungere, infine, al 28 maggio 2001 che ha visto il
Consiglio d'Europa redigere ed emanare la "Decisione Quadro relativa
alla Lotta contro le Frodi e le Falsificazioni di Mezzi di Pagamento Diversi
dai Contanti".
A livello nazionale, il 15 maggio 2001 è stato istituito, con decreto del
Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica,
l'Ufficio Centrale Antifalsificazione dei Mezzi di Pagamento (cosiddetto
UCAMP). Tale organismo, retto da un dirigente dello stesso Ministero si
articola in un area economico-finanziaria, incaricata di raccogliere e
gestire dati tecnico-statistici, ed un'area di cooperazione con le autorità
competenti diretta da un Ufficiale della Guardia di Finanza, che ha lo scopo
di collaborare strettamente con istituzioni quali la Banca d'Italia, la
Zecca dello Stato, le Forze di Polizia in genere ed altre ancora.
Anche la Banca d'Italia ha espresso un importante orientamento in materia di
sicurezza. Infatti, attraverso una apposita direttiva è stato stabilito che
l'emissione di carte di pagamento utilizzabili presso soggetti diversi
dall'emittente è preclusa ad istituti diversi dalle banche in quanto vi è
diretta connessione tra l'attività di emissione e le forme di raccolta di
risparmio tra il pubblico al fine della effettuazione della provvista.
Questa importante decisione implica che in caso di violazione di tale
principio si venga a configurare il reato di raccolta abusiva o abusiva
attività finanziaria, punibile penalmente applicando il Testo Unico in
materia bancaria.
Per quanto riguarda la posizione statunitense si può rilevare che, sebbene
si stia iniziando a riconsiderare il tema della sicurezza, le difficoltà di
natura finanziaria accusate dalle e‑companies hanno finito per
rimandare ulteriormente una seria discussione sul problema. Per quanto
delicata, l'attività di emissione di moneta elettronica negli U.S.A. è
ancora sostanzialmente libera ed è ancora una volta il libero mercato, a
stabilire le regole di sopravvivenza; è però notizia recente che il
Ministro per il Commercio U.S.A. abbia comunque preso posizione tentando di
garantire un livello minimo di sicurezza per la trasmissione di informazioni
in rete. La tecnologia adottata allo scopo proviene proprio dal vecchio
continente ed risiede nell'algoritmo denominato "Rjjndael".
Infine, è addirittura di questi giorni il nuovo progetto del presidente
statunitense riguardo alla creazione di una nuova rete per lo scambio di
dati molto riservati.
La situazione sin qui descritta evidenze una crescente attenzione verso la
ricerca e l'adozione di tecnologie in grado di garantire il corretto
utilizzo di altre tecnologie. Purtroppo i limiti degli sforzi che vanno
compiendosi sono dati sia dalla consapevolezza che nessun sistema potrà mai
definirsi totalmente al riparo da attacchi di natura criminale e sia dai
costi di ricerca e di implementazione delle misure di sicurezza. Ma vi è
anche un'altra remora difficile da accantonare, ed è quella dell'impatto
della sicurezza sulla funzionalità pratica del prodotto che potrebbe in
qualche misura frustrare il fruitore del mezzo di pagamento.
Al di là di queste considerazioni vi sono altre questioni tutt'altro che
risolte: ad esempio quale atteggiamento adottare nei confronti di un
fenomeno come quello della mondializzazione del commercio? Protezionista,
localista oppure liberista? Ed ancora, in un contesto tanto globale con
quali criteri ripartire le responsabilità ed infine quali leggi, e quindi
quale giurisdizione, interessare in caso di controversie e dispute
internazionali?
Partendo dalla consapevolezza che i nuovi mezzi di pagamento avranno uno
sviluppo eccezionale, con notevoli ricadute di varia natura, si dovrà
trovare il coraggio a livello planetario di affrontare queste questioni
tutt'altro che virtuali...
Adriano Claudio Violini

Il dott.
Adriano Claudio Violini è nato a Roma nel 1967 e, dopo essersi laureato in
economia presso "La Sapienza " di Roma, si è specializzato in
"Marketing Strategico" in Gran Bretagna presso la "London
School of Economics ". Dopo varie esperienze professionali, opera dal
1997 nel comparto Monetica - Area Sistemi e Servizi - della Direzione
Generale della BNL ove cura, mediante corretta applicazione dei regolamenti
internazionali, la gestione delle problematiche derivanti dall'utilizzo dei
sistemi di pagamento elettronici.