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Articolo tratto dalla rivista n. 10 Anno 135 Ottobre 1999 (pag. 25) 


NAPOLEONE E LE INDUSTRIE DI FRANCIA

 I miei generali li tolgo dal fango - Napoleone

Non so se Napoleone avrebbe imitato Carlo V che raccolse il pennello di Tiziano, certo è ch'egli, parlando di Corneille disse: La Francia deve a Corneille una parte delle sue belle gesta. Se vivesse, lo farei principe.

Ammirazione per il genio, quindi, ma per il genio che è voce di secoli ammonitrice, che eleva, spinge a imprese grandiose. Perciò egli protesse artisti e scienziati che nel nome di Francia recavano nel mondo una nuova voce di grandezza, perciò incoraggiò industrie che la Francia potevano rendere indipendente da altre nazioni, che la Francia mettevano in condizioni di trar largo profitto delle sue mate-

rie prime. Così alla sua iniziativa, alla sua inflessibile volontà si deve se l'industria antica tessile esiste ancora a Lione, e vi è rinnovata. Il gusto pubblico richiedeva pitture e decorazioni in legno, non tappezzerie, non velluti. Napoleone per favorire le industrie di Lione, avversò il gusto predominante, impose il suo volere. Egli decretò che solo i velluti e le sete avrebbero potuto attraversare le sale dei palazzi imperiali. Il Louvre, Le Tuileries, Saint-Cloud, Versailles, Fontainebleau e poi Roma, Strasburgo, Amsterdam, Anversa, Magonza, furono a poco a poco ornati di seta e di velluto.

Non più salotti in legno alla Luigi XV, ma arazzi, sedie e poltrone coperte di velluto. Né i dignitari di corte, gli alti funzionari potevano protestare. Fontaine, architetto dell'impero, il disegnatore Bony, il tintore Raymond, seguivano e coadiuvavano l'imperatore. Lione ch'era per fallire, divenne emporium favoloso di sete e di velluti. Con Lione n'ebbe utile anche l'alta Italia, ove l'industria della seta era sviluppata.

Quando scorgeva un industriale che poteva rialzare il lavoro francese egli ne era supremamente lieto. Cristoforo Filippo Oberkampf perfezionò le tele colorate, diede vita a nuove indiane che penetrarono con aria di trionfo la moda, e che Napoleone applaudì a Oberkampf. Non avendo potuto indurlo ad accettare un posto in Senato, andò a visitarlo nella officina e lo decorò di propria mano, dicendogli:

- Voi ed io muoviamo guerra agli Inglesi, voi con la vostra industria, io con le armi; e voi siete quello che vince di più.

E così ogni qualvolta incontrava un uomo che onorava la Francia. Girard ebbe l'idea grandiosa dei canali grandi che potevano sopperire gli antichi acquedotti. Napoleone condivise quell'idea. Girard poté così dare dei canali navigabili al centro di Parigi. Il 2 dicembre 1808, anniversario della battaglia di Austerlitz, le acque della Beurronne alimentarono i quartieri del Tempio. Napoleone cadde, ma non si scordò di Girard. Durante i Cento Giorni lo nominò ispettore generale di ponti e strade. Le Sueur, che da semplice contadino divenne celebre compositore, impressionava la Francia con la sua opera i Bardes. Napoleone andò ad assistere alla rappresentazione, fece chiamare nel suo palco il fortunato compositore: Venite a godere del vostro trionfo - gli disse, e lo fece sedere fra lui e la imperatrice Giuseppina, mentre la sala tremava per la tempesta degli applausi.

Debbo dire come Napoleone creava i suoi marescialli, formava i capitani delle sue formidabili armate? Bastava un atto di coraggio, un'azione di valore.

Duperré comandava una corvetta. Nel 1809 incontrò negli ancoraggi di Gioix due vascelli, tre fregate e un avviso inglesi, e attaccò battaglia.

- Arrenditi o ti affondo - gli gridò un marinaio nemico. - Fuoco - rispose Duperré; e dopo aver combattuto per tre ore, riuscì a guadagnare la costa.

Napoleone lo fece barone, dopo avergli data la commenda della Legion d'onore, poi lo nominò contr'ammiraglio. È noto come il granatiere Latour di Auvergne fu compensato da Napoleone. Questi lo nominò di botto senatore. Non accettò la nomina. Allora lo creò primo granatiere di Francia, dandogli una spada d'onore.

Il miglior giudizio di Napoleone conoscitore di uomini in campo di battaglia lo diede il famoso Laplace. Questi diceva a Napoleone:

Uno dei più belli esami cui io sia stato presente, fu quello del vostro aiutante di campo, il generale Drout.

Il genio delle matematiche si incontrava con quello degli eserciti. Il generale Antonio Drout era figlio d'un fornaio e Napoleone, come Laplace, seppe intuirne la grandezza.  

La fortuna di Richard e dell'industria del cotone in Francia si deve in parte a Napoleone, come quella di Leoir. Jacquard fu celebre non solo per il suo telaio, ma per la riconoscenza di Napoleone. «Ecco un uomo che si contenta di poco» disse Napoleone nel firmare il decreto che autorizzava Jacquard ad aver la privativa per 50 lire annue di ogni nuovo telaio da lui inventato.

In un sol caso Napoleone non conobbe il genio. Fulton gli offrì il mezzo di solcare gli oceani mediante battelli a vapore. Egli chiamò Fulton pazzo e impostore. Fu però, questa volta, il destino che chiuse gli occhi all'imperatore!

 A.DE FILIPPIS

 

 

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