Dimitrije Popovic
pittore complesso
Morandi,
ai critici che lo definivano pittore astratto, soleva rispondere: per
me non vi è nulla di astratto: peraltro ritengo che non vi sia nulla di
più surreale, nulla di più astratto del reale.
Volendo potremmo definire così l'arte di Dimitrije Popovic sul Corpus
Mysticum e sulla Crocifissione, al quale la critica ufficia- le non ha
ancora tributato l'attenzione e il plauso che merita, tranne Giorgio
Segato che nella stupenda monografia edita da Skamer Studio di Zagrelo, a
cura della Biblioteca Misura della stessa città, scrive un ponderoso
saggio in cui dice: Fin dai primi incontri con Dimitrije Popovic, fortemente
impressionato prima dai suoi disegni a matite colorate e a tecnica mista e
poi dal lungo cielo di opere sul Corpus Mysticum e sulla Crocifissione, mi
è venuto più volte da pensare al Vasari e a quel che scrisse a proposito
del disegno che, "padre delle arti nostre", Architettura,
Scultura e Pittura, procedendo dall'intelletto, cava di molte cose un
giudizio universale; simile a una forma, ovvero idea di tutte le cose
della natura, la quale è singolarissima nelle sue misure; di qui è che
non solo nei corpi umani e degli animali, ma nelle piante ancora, e nelle
fabbriche e sculture e pitture, conosce la proporzione che ha il tutto con
le parti, e che hanno le parti fra loro e col tutto insieme.
Come Morandi, l'arte di Dimitrije è una ricerca di un ordine, di una
bellezza che nasce dal rapporto perfetto tra il bene ed il male, tra le
forme e l'equilibrio, tra il mito e il nuovo, tra una vita regolata
secondo un principio armonioso del dolore e un senso di tensione
riparatrice di un mondo sopraffatto da dubbi, scoraggiamento, che rivelano
la vulnerabilità della vita stessa.
Nella rassegna romana, aperta nella Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale -in
via del Quirinale n. 29, dal 14 aprile al 7 maggio 2000, ha avuto una
partecipazione di pubblico qualificato che ha avuto l'occasione di capire
la connessione profonda tra l'insieme dei racconti religiosi di una
determinata tradizione culturale della Crocifissione e il motivo che
assumono le elaborazioni pittoriche di Dimitrije Popovic per smuovere
l'insensibilità di un'epoca che ha quasi smarrito il fantastico e il
senso di quell'evento straordinario.
Gli esempi pittorici, ricchi di gesti ed espressioni, che Popovic ci ha
proposto del martirio di Cristo, scegliendo il corpo umano in chiave
moderna, sono un invito a ritrovare tutti uomini e donne, giovani e
vecchi, stretti nella pigrizia dei nostri giorni vuoti, ìe sorgenti
mitiche primordiali, sogni e aspirazioni universalmente valide e con la
forza della vita e del pensiero rigenerare la realtà diseredata di oggi e
la cultura greca come la sumera, quella celtica come l'indù, la cultura
dei pellerossa come quella degli asiatici, per diffondere la felicità tra
la gente e di fare luce tra esse.
Italo
Carlo Sesti

La resurrezione
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