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RICORDO DI ITALO CARLO SESTI

di Carlo Vallauri

            Italo Carlo Sesti, scomparso nello scorsoNotizie sul direttore maggio, ha rappresentato, nel panorama della stampa italiana, dalla fine degli anni ’30 sino ai giorni nostri, l’esempio di un giornalista dedicatosi esclusivamente alla ricerca di notizie, informazioni, acquisizioni culturali capaci di dare al lettore tutto ciò che specificatamente questo cerca nei quotidiani e nei periodici. Cresciuto alla grande scuola di Alberto Bergamini e del “Giornale d’Italia”, inviato di guerra nella penisola balcanica, responsabile delle province per “Il Tempo” di Renato Angiolillo, e poi amministratore del quotidiano, sino al rilancio di una testata ottocentesca, “Scena Illustrata”, egli seppe dare sempre ai suoi articoli, alle ricerche ed interviste, alle critiche sulle arti figurative, il suggello di una visione serena, temperata da esperienze amare, attento sempre al valore della persona non alla collocazione di questa nell’elenco dei potenti o dei vip. Scevro da ambizioni politiche, è stato un personaggio “scomodo” rispetto alle oligarchie prevalenti, cercando di cogliere invece gli aspetti più semplici ed essenziali di ogni esperienza. Frequentatore di ambienti colti, amante della buona tavola, legatissimo alla sua terra calabra, conversatore arguto e piccante, non si è mai piegato alle mode, pronto tuttavia ad accettare, riconoscere ed apprezzare anche posizioni e punti di vista dai quali divergeva. E ciò può ben affermarlo chi ha collaborato con lui, proprio alla “Scena”, come alle iniziative culturali, soprattutto internazionali (dalla Polonia alla Slovacchia) alle quali, nei tempi recenti, aveva dato molto del suo tempo, quando addolorato prima per la perdita del figlio Alfredo – di grande valore – e poi della consorte, signora Lucrezia, aveva preferito quasi rinchiudersi in se stesso. Un ricordo quindi il nostro che guarda con rimpianto e riconoscenza alla sua opera e alle sue qualità di uomo e di giornalista.

cvallauri@yahoo.it

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