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pomeriggio ad Aglié, al Meleto, in quella che fu la casa in cui visse
Gozzano, immersa nel verde della pianura canavese, per un' ora il tempo
si ferma. Anzi, torna indietro e si fissa nella magia degli anni che
vanno tra la fine dell'ottocento e i primi tre lustri del secolo nuovo.
E' un incantesimo. Ma molte delle duecento persone che attendono
intorno al praticello che fronteggia la villa, ancora non conoscono
l'itinerario di quello che tra poco diventerà il viaggio della memoria
attraverso il quale - con le parole del poeta - l'attrice li condurrà a
riscoprire i loro stessi sentimenti, a rivivere momenti della loro
infanzia, dei loro amori dimenticati, delle loro angosce sopite. E se
saranno tra poco all'improvviso costretti a indossare gli occhiali
scuri non sarà certo - come diranno poi - a causa dei riflessi del sole.

Le strade da cui passano
l'amore, la poesia e la musica somigliano a quelle da cui passa la
corrente elettrica che è invisibile ma inesorabile, paralizzante,
innarrestabile, talvolta perfino mortale.
Isabella Cattano Cornalba,
che conosce ogni verso a memoria ora, nel magico silenzio di questo
pomeriggio in cui il sole le foglie del tiglio pare abbiano ancora una
voce, compie il suo misterioso prodigio e, come un creatore di profumi,
distilla il significato di ogni parola.
Vi sono strumenti che, usciti
dalle mani di un Stradivari, di un Guarnieri o di un Amati, hanno dovuto
attendere secoli prima che le dita di un Paganini ne rivelassero la vera
anima ... Fortunato il poeta che ha l'avventura di parlare al suo
pubblico attraverso la voce di Isabella Cornalba
C'è un ritratto, nel salotto
della sua bella casa colma di libri, di ricordi, di oggetti rari, nel
quale suo padre - artista affermato - ha voluto fissare un attimo di
quell'età in cui per la prima volta, traspaiono con chiarezza sul volto
i segni delle vocazioni e dei talenti. Ma forse vi sono alberi che,
flettendosi nel vento, raccolgono i più misteriosi suoni della foresta,
perché fin dalla loro nascita hanno intuito che diventeranno violini e
Isabella è certamente di quella specie di alberi. Forse per questo la
sua voce, al pari di quegli strumenti, sa ritrovare ogni volta, in una
sorta di memoria ancestrale, ritmi, suoni, silenzi e gesti in grado di
riproporre il significato autentico e l'emozione profonda con cui
potrebbe pronunciarle soltanto l'autore.
Delle centinaia di artisti
che passano attraverso un secolo,
quelli di cui conserviamo un ricordo
tangibile si contano a malapena sulla punta delle dita: si dice
un tenore come Gigli, come
Caruso, un soprano come la Callas, un attore come Ruggeri, un'attrice
come Eleonora Duse
o
Emma Gramatica.
Ora, da quando esistono le
registrazioni discografiche, basta premere un pulsante, perché -
miracoli della tecnica - possiamo, anche molti anni dopo, accedere al
piacere di riascoltarle in qualunque ora del giorno. Eppure, c'è chi
favoleggia ancora di Tamagno che è dell'altro secolo o di un Ermete
Novelli anche se ancora non era stato inventato il grammofono e
pochissimi tra i viventi possono dire di averlo visto sulla scena. Vi
sono dunque voci che entrano nella leggenda e, con diritto di
cittadinanza, sul Parnaso dove solo i grandi artisti resistono alla
falce impietosa del tempo.
Il viso ovale e senza tempo,
il corpo esile, lo sguardo pacato di chi ha l'abitudine di guardare
nella profondità delle anime, le dita sottili con cui, al pari di un
pittore surreale, traccia ogni volta con movimenti misurati ma
straordinariamente efficaci, la situazione, il carattere, la gioia, la
malinconia, il dramma dei personaggi che popolano la poesia di Pavese,
di Gozzano, di D'Annunzio, di Pascoli, di Ada Negri ... autori che ogni
anno incontra nelle tournées che la conducono attraverso l'Italia, da
Gardone Riviera e San Mauro di Romagna a Montecatini a Bologna a Santo
Stefano Belbo nei teatri o nei luoghi in cui essi sono nati o vissuti e
dove ogni volta l'incantesimo si rinnova.
I paragoni non servono: chi è
grande,
è grande a modo suo:
Ho recitato da sempre.
L'accademia - nel
suo caso, quella dei Filodrammatici di Milano -
ti da le basi, come il
conservatorio ti consegna il metodo. Il resto lo devi trovare dentro te
stessa. La sola grande preoccupazione
è quella di essere il più
possibile fèdele al pensiero del poeta. L'obiettivo? Quello di
diffondere la conoscenza della poesia oltre il testo, per scoprire nella
memoria dello spettatore le scene simboliche ....
Isabella Cattano Cornalba,
che con il "Gruppo di Drammaturgia" ha portato sulla scena, oltre che
tragedie greche, lavori di Pirandello e di Brecht, rappresenta oggi,
quanto di più alto possa offrire l'interpretazione poetica del nostro
Paese. Un faro, purtroppo, nel buio della notte.