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ISABELLA CATTANO CORNALBA
LA DONNA DEI POETI
 
di Romano Franco Tagliati

n pomeriggio ad Aglié, al Meleto, in quella che fu la casa in cui visse Gozzano, immersa nel verde della pia­nura canavese, per un' ora il tempo si ferma. Anzi, tor­na indietro e si fissa nella magia degli anni che vanno tra la fine dell'ottocento e i primi tre lustri del secolo nuovo. E' un incantesimo. Ma molte delle duecento persone che atten­dono intorno al praticello che fronteggia la villa, ancora non conoscono l'itinerario di quello che tra poco diventerà il viaggio della memoria attra­verso il quale - con le parole del poeta - l'attrice li condurrà a riscoprire i loro stessi sentimenti, a rivivere momenti della loro infanzia, dei loro amori dimenticati, delle loro angosce sopite. E se saranno tra poco all'im­provviso costretti a indossare gli occhiali scuri non sarà certo - come diranno poi - a causa dei riflessi del sole. “La maestria” di Cesare pavese, da La donna dei poeti” Tenuta Torretta (Montecatini Terme)

Le strade da cui passano l'amore, la poesia e la musica somi­gliano a quelle da cui passa la corrente elettrica che è invisibile ma ine­sorabile, paralizzante, innarrestabile, talvolta perfino mortale.

Isabella Cattano Cornalba, che conosce ogni verso a memoria ora, nel magico silenzio di questo pomeriggio in cui il sole le foglie del tiglio pare abbiano ancora una voce, compie il suo misterioso prodigio e, come un creatore di profumi, distilla il significato di ogni parola.

Vi sono strumenti che, usciti dalle mani di un Stradivari, di un Guarnieri o di un Amati, hanno dovuto attendere secoli prima che le dita di un Paganini ne rivelassero la vera anima ... Fortunato il poeta che ha l'avventura di parlare al suo pubblico attraverso la voce di Isabella Cornalba

"L'assenza" da "Odore D'Ombra" (G. Gozzano) un giardino del Meleto C'è un ritratto, nel salotto della sua bella casa colma di libri, di ricordi, di oggetti rari, nel quale suo padre - artista affermato - ha voluto fissare un attimo di quell'età in cui per la prima volta, traspaiono con chia­rezza sul volto i segni delle vocazioni e dei talenti. Ma forse vi sono albe­ri che, flettendosi nel vento, raccolgono i più misteriosi suoni della fore­sta, perché fin dalla loro nascita hanno intuito che diventeranno violini e Isabella è certamente di quella specie di alberi. Forse per questo la sua voce, al pari di quegli strumenti, sa ritrovare ogni volta, in una sorta di memoria ancestrale, ritmi, suoni, silenzi e gesti in grado di riproporre il significato autentico e l'emozione profonda con cui potrebbe pronun­ciarle soltanto l'autore.

Delle centinaia di artisti che passano attraverso un secolo,“Il novilunio” da “La passeggiata” poesie e prose di Gabriele D’Annunzio quelli di cui conserviamo un ricordo tangibile si contano a malapena sulla punta delle dita: si dice un tenore come Gigli, come Caruso, un soprano come la Callas, un attore come Ruggeri, un'attrice come Eleonora Duse o Emma Gramatica. Ora, da quando esistono le registrazioni disco­grafiche, basta premere un pulsante, perché - miracoli della tecnica - pos­siamo, anche molti anni dopo, accedere al piacere di riascoltarle in qua­lunque ora del giorno. Eppure, c'è chi favoleggia ancora di Tamagno che è dell'altro secolo o di un Ermete Novelli anche se ancora non era stato inventato il grammofono e pochissimi tra i viventi possono dire di aver­lo visto sulla scena. Vi sono dunque voci che entrano nella leggenda e, con diritto di cittadinanza, sul Parnaso dove solo i grandi artisti resistono alla falce impietosa del tempo.

Casa natale di C. Pavese S. Stefano Balbo “Colline”Il viso ovale e senza tempo, il corpo esile, lo sguardo pacato di chi ha l'abitudine di guardare nella profondità delle anime, le dita sottili con cui, al pari di un pittore surreale, traccia ogni volta con movimenti misurati ma straordinariamente efficaci, la situazione, il carattere, la gioia, la malinconia, il dramma dei personaggi che popolano la poesia di Pavese, di Gozzano, di D'Annunzio, di Pascoli, di Ada Negri ... autori che ogni anno incontra nelle tournées che la conducono attraverso l'Italia, da Gardone Riviera e San Mauro di Romagna a Montecatini a Bologna a Santo Stefano Belbo nei teatri o nei luoghi in cui essi sono nati o vissuti e dove ogni volta l'incantesimo si rinnova.

I paragoni non servono: chi è grande,“L’amica di Nonna Speranza” nel “Salotto” al Meleto “Aglié” è grande a modo suo: Ho recitato da sempre. L'accademia - nel suo caso, quella dei Filodrammatici di Milano - ti da le basi, come il conservatorio ti conse­gna il metodo. Il resto lo devi trovare dentro te stessa. La sola grande preoccupazione è quella di essere il più possibile fèdele al pensiero del poeta. L'obiettivo? Quello di diffondere la conoscenza della poesia oltre il testo, per scoprire nella memoria dello spettatore le scene simboliche ....

Isabella Cattano Cornalba, che con il "Gruppo di Drammaturgia" ha portato sulla scena, oltre che tragedie greche, lavori di Pirandello e di Brecht, rappresenta oggi, quanto di più alto possa offrire l'interpretazione poetica del nostro Paese. Un faro, purtroppo, nel buio della notte.

 

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